Identità superficiale e identità profonda

Quello che chiamiamo “io” sono le nostre idee, i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre sensazioni, il nostro corpo.
“in un certo senso è vero che si tratta di noi:nel senso che siamo noi che abbiamo preso l’abitudine di rispondere a certe vibrazioni piuttosto che ad altre, di emozionarci oppure di commuoverci o di preoccuparci per certe cose piuttosto che per altre, e che questa massa di abitudini ha finito oer cristallizzarsi in una personalità che chiamiamo IO.
Ma a guardare bene più da vicino, non possiamo neanche dire che siamo stati “noi” ad avere preso tutte queste abitudini: sono stati il nostro ambiente, l’educazione ricevuta, l’atavismo ereditato, le tradizioni assimilate, ad aver scelto per noi;e continuano a scegliere in ogni istante quello che noi vogliamo, desideriamo, amiamo o detestiamo. Tutto avviene come se la vita si svolgesse senza di noi.()
Ma il ricercatore, che ha fatto tacere la mente e perció non rischia più di farsi imprigionare dalle idee, che ha calmato il vitale e perció non è più lo zimbello di un continuo, immane disperdersi in sentimenti e desideri, riscopre in questa decantazione del suo essere, come una nuova giovinezza, una nuova spinta verso la libertà, () uno sentirà che questa spinta interiore comincia a vivere().
Sentiremo che non si tratta soltanto di una forza impersonale, ma di una presenza, di un essere che abita in fondo a noi: come un sostegno che ci rende solidi, quasi come un’armatura, che nello stesso tempo posa uno sguardo tranquillo sul mondo. ()Saremo entrati in contatto con qualcosa dentro di noi che () è la fondamentale realtà dell’essere: che è noi stessi, davvero NOI STESSI, il centro reale, CALORE ed ESSERE, COSCIENZA e FORZA () GIOIA e AMORE INCONDIZIONATI (l’ESSERE PSICHICO).

Satprem – Sri Aurobindo – L’avventura della coscienza.

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