La distorsione cognitiva

Le esperienza che abbiamo accumulato nella nostra vita (vite) cristallizza in noi delle impressioni, delle convinzioni, delle paure, dellle attrazioni, delle repulsioni, ecc, che diventano una sorta di lente che distorce la nostra esperienza della Realtà.

La distorsione cognitiva, infatti, dipende da una rappresentazione interna rigida della realtà alla quale consegue una percezione ed interpretazione distorta di essa.

Conoscere queste modalità di pensiero ci permette di prenderne consapevolezza e gestire meglio noi stessi nella realtà.
La sofferenza é spesso causato proprio da un’interpretazione poco plausibile e funzionale della nostra esperienza.

Elenchiamo qui di seguito le più note distorsioni cognitive:

LETTURA del PENSIERO: si attribuiscono pensieri o atteggiamenti ad altre persone proittando su di esse le nostre paure e convinzioni piu o meno conscie.
Spesso si associa ad un’eccessiva attenzione per il giudizio altrui.
“Se non mi ha chiamato è perchè avrà pensato che non sono interessante”.

ASTRAZIONE SELETTIVA significa notare solo gli aspetti negativi della realtà e cioé quelli che confermano le nostre paure, convinziioni, ecc. Questa modalità di pensiero si abbina facilmente alla generalizzazione.
Se l amico non risponde su wapo una volta pensi “non mi chiama mai…”

Quando GENERALIZZIAMO partiamo da un caso particolare dandogli una valenza universale.
Ciò è possibile usando parole come “sempre”, “mai”, “tutto”, “niente” ecc.. Stiamo generalizzando quando qualcosa non va per il verso giusto e diciamo a noi stessi:
“tutta la mia vita è un fallimento”.

PENSARE in modo DICOTOMICO consiste nel ritenere che nella vita se non si ottiene tutto non si otterrà nulla. Se vediamo il mondo attraverso il pensiero dicotomico penseremo che non ci siano vie di mezzo tra successi e insuccessi.

La SVALUTAZIONE avviene quando consideriamo i nostri successi insignificanti e li interpretiamo come “fortunosi” o “immeritati” perché non diamo a noi stessi alcun valore.

La PERSONALIZZAZIONE si attua attribuendo unicamente a se stessi la colpa di un insuccesso per il quale potrebbero essere rintracciate molteplici cause.
“E’ tutta colpa mia se nell’azienda gli affari stanno andando male”.

La CATASTROFIZZAZIONE avviene quando si ritengono le conseguenze delle nostre azioni come terribili e catastrofiche.

Nella SOPRAVVALUTAZIONE delle probabilità degli eventi negativi tendiamo a pensare che gli eventi spiacevoli possano avvenire con molta più probabilità di quella reale.
Es. potremmo sovrastimare la probabilità di avere un incidente automobilistico.

Con il RAGIONAMENTO EMOTIVO pensiamo che i sentimenti che proviamo siano indicatori precisi di ciò che sta accadendo intorno a noi.
Es. proviamo tristezza e riteniamo che le cose a lavoro stiano andando male.

Nel SALTARE alle CONCUSIONI si considerano i problemi in modo superficiale giungendo repentinamente a conclusioni negative.

La PREVISIONE avviene quando si pensa di poter conoscere già prima come le cose andranno a finire “tanto so che andrà male”.

Ponendo eccessiva ATTENZIONE al PSSATO al passato tenderemo a soffermarci su errori passati e bloccheremo la nostra possibilità di cambiamento.

Infine l’ ETICHETTAMENTO di sè (“sono fatto così”) è un modo con cui possiamo bloccare la nostra maturazione evitando nuovi apprendimenti che disconfermerebbero questa nostra credenza.

Manisha

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